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La Piccola Armata

Osgiliath

EVENTO INTERNO

La Piccola Armata
(gennaio 2010)

- A cura di Alberto Morera -


Abbiamo iniziato il 2010 con uno scenario del Signore degli Anelli: la difesa della riva occidentale della città in rovina di Osgiliath. Lo scenario forza un po’ la mano al libro di Tolkien: Faramir ed i suoi uomini devono permettere a Frodo e Sam (chissà come mai sono a Osgiliath!) di sfuggire al Nazgul attraverso misteriose gallerie, alle quali si può accedere mediante tre botole. Questa è la condizione di vittoria. Per far questo i guerrieri di Minas Tirith ed i raminghi di Gondor devono fronteggiare sia il Nazgul sia le orde di orchetti, Sudroni e corsari che stanno per sbarcare…

Abbiamo giocato lo scenario due volte, la seconda a parti invertite. La vittoria è sempre andata alle forze del Bene: in entrambi i casi Frodo e Sam sono riusciti ad imboccare la botola per un pelo!

Prima partita
Faramir ed i suoi capitani hanno schierato quasi tutti gli uomini avanti, lasciando indietro solo alcune guardie alle botole. In due rocche presso la riva, una a nord e l’altra a sud, ed in una via centrale, gli eran concentrati gli arcieri. Volano le prime frecce e a nord molti orchetti cadono dalle zattere, trafitti, prima di toccare terra. Sul greto attendono gli uomini, organizzati in gruppi di combattimento: un lanciere, uno o due armati di spada e un arciere. I malvagi che toccano terra non si disperdono ma si lanciano in orde compatte attraverso le vie principali. Volano anche le frecce di Mordor ed i primi uomini cadono. In inferiorità numerica, gli uomini sopportano il primo urto a pie’ fermo e quindi si ritirano combattendo. Frodo e Sam corrono attraverso le rovine verso la botola a sud, che sembra la più facile da raggiungere. Il Nazgul ne avverte la presenza e si dirige su di loro con la bestia alata! Intanto a nord i raminghi sono a mal partito. Il capitano di Gondor nella rocca con gli arcieri scende a dar loro manforte, insieme alle guardie della botola. Si tenta ancora di resistere, poi una parte ripiega verso il centro per ricongiungersi ai altri difensori di quel settore; gli altri, separati, fuggono nel bosco inseguiti dagli orchetti; ma fra gli alberi si arrestano, affrontano gli inseguitori e li eliminano uno ad uno. Il Nazgul volteggia terribile; vincendo il terrore gli arcieri lo bersagliano. La bestia alata, più volte trafitta, cade infine! L’oscuro cavaliere si rialza e, spinto dal richiamo dell’Anello, corre verso la botola per intercettare Frodo.
Il gruppo di difensori a sud, controllato dal proprio capitano, ripiega in modo da coprire gli hobbit e la botola; un guerriero di Minas Tirith, rimasto sconosciuto, tagliato fuori, elimina l’avversario che lo ha attaccato e torna sui suoi passi per ricongiungersi ai compagni, abbattendo con la sua lancia gli orchetti che incontra sul cammino; arriverà. Anche i difensori del centro convergono a sud per proteggere Frodo. Il cavaliere nero è ormai su di lui, proprio sulla botola e gli hobbit devono fare appello a tutta la loro forza d’animo per resistere. Faramir, visto il pericolo, si sgancia dalla mischia e, seguito da un guerriero e da un ramingo, attacca il diabolico servitore di Sauron. Questi respinge i ripetuti attacchi, ma per poterlo fare deve lasciare gli hobbit ed impegna la sua residua volontà, che svanisce; gli hobbit entrano nella gallerie: sono salvi! Faramir ed i suoi ce l’hanno fatta; e per ogni uomo caduto, almeno due servitori di Sauron sono rimasti sul terreno.

Seconda partita
I capitani al servizio dell’oscuro signore, forti della loro superiorità numerica, decidono di non fare massa nelle vie principali, ma di brulicare come formiche attraverso ogni accesso: come potranno gli uomini guardare tutti i passaggi? All’opposto, Faramir ed i suoi capitani decidono di non disperdere le forze, e di proteggere ad ogni costo un particolare accesso alle gallerie per Frodo: la botola centrale.
Le forze del male sbarcano dalle zattere e dalle navi nere; la fortuna sembra loro arridere, pochi sono colpiti dalle frecce. Cercano di passare dappertutto, aggirando gli uomini. Gli uomini si raggruppano, si ritirano combattendo verso il centro, dove attirato dall’Anello, sta volteggiando terribile il nazgul. Il capitano del fronte nord resta isolato; corsari e orchetti lo circondano e lo attaccano. Ma egli, roteando la spada, tiene in rispetto i suoi nemici o li abbatte, e lo scintillio dell’elmo e dell’orlo dorato del manto nella massa nemica si potrnno cogliere sino alla fine della battaglia. Gli arcieri rivolgono le frecce al nazgul. Molti, terrorizzati del grido della bestia, non riescono a tirare; altri si fanno animo, resistono e tirano: il nazgul è investito da una pioggia di frecce e cade! Tutti accorrono verso la botola, si combatte ormai in uno spazio ristretto; alcuni orchetti e sudroni si infiltrano nello schieramento dei difensori ma fanno una brutta fine o sono respinti. Frodo è entrato nella botola, manca solo Sam. Un altro tentativo di farsi strada da parte dei servi di Sauron: questa volta si infiltrano ma è troppo tardi, anche Sam sparisce nel sottosuolo, protetto dalle spade insanguinate.

 

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