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La Piccola Armata

2007



Wargame storico Verona

2a CONVENTION DI WARGAME STORICO
“CITTA’ DI VERONA” 
(12-13 maggio 2007)

- A cura di Alberto Morera -

Grande successo della 2a CONVENTION “CITTA’ DI VERONA” di WARGAME STORICO tenutasi il 12 ed il 13 maggio a Verona in concomitanza con MODEL EXPO ITALY 2007. La convention è stata organizzata dall’Associazione Modellismo Storico Verona – Sezione Wargame Storico.
Decine di migliaia di visitatori, molti dei quali non hanno resistito a passare, anche solo per curiosità, dall’area wargame.
La Piccola Armata non poteva mancare, ed ha partecipato in collaborazione con Amemieidragoni. Gli amici di Verona hanno avuto l’ottima idea di due premiazioni distinte per i tavoli da wargame: una premiazione secondo criteri più “tecnici”, con giuria composta dai wagamer ospitanti, ed una premiazione effettuata da una “giuria popolare”: tutti i ragazzini (la voce dell’innocenza!) che visitavano lo stand del wargame erano invitati a votare i tavoli in concorso, utilizzando una scheda che ne esaminava i diversi aspetti: pittura dei soldatini, terreno, presentazione, ecc..... Tutti i votanti ricevevano in ricordo una miniatura risorgimentale in 25 mm da dipingere!

I convenuti hanno mostrato un grande spirito didattico, sia verso i confratelli wargamer, sia verso i curiosi che si affacciavano al nostro mondo per la prima volta. Marco Greghi ha spiegato con santissima pazienza cosa è il wargame a fermodellisti e cultori di macchinine radiocomandate. Fabio Farneti ha fatto giocare a Bushido (a tamburo battente!) persone di tutte le età e livelli di preparazione.

Bilancio positivo, iniziativa da ripetere e potenziare!

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Battaglia della Marsaglia

Rievocazione Storica della
Battaglia della Marsaglia
- XI edizione -
(VOLVERA, 30 Settembre 2007)

- A cura di Alberto Morera -


Rievocazione storica della battaglia che si tenne il 4 ottobre 1693 nelle campagne volveresi tra i 37.000 uomini di Vittorio Amedeo di Savoia e i 25.000 uomini di Luigi IV di Francia.

La battaglia della Marsaglia (4 ottobre 1693), anche conosciuta come battaglia di Volvera, rappresenta uno degli episodi principali della Guerra della Grande Alleanza, scoppiata in Europa tra il 1688 ed il 1697.
Il conflitto vedeva schierati da un lato la Francia, impegnata nei progetti espansionistici di Luigi XIV, e sul fronte opposto le potenze europee alleate nella Lega di Augusta e guidate dal Principe d'Orange (Inghilterra, Province Unite d'Olanda, Spagna, Svezia e Sacro Romano Impero). A partire dal 1690 anche la Savoia di Vittorio Amedeo II, per sottrarsi all'asfissiante egemonia francese, passò al fronte alleato rivolgendosi a Vienna.


Il contesto
Nell'estate del 1693: Vittorio Amedeo, nuovamente a capo dell'armata alleata in Italia, decide di attaccare la piazzaforte di Pinerolo e di bloccare Casale, entrambi presidi francesi e pericolose spine nel fianco della difesa savoiarda. L'assedio di Pinerolo si protrae però con consistenti perdite, ma senza esito, per alcuni mesi.
Nel frattempo il Maresciallo Catinat, appena nominato Maresciallo di Francia, si porta con le sue truppe in alta Val Chisone acquartierandosi sopra Fenestrelle, là dove l'Alpe di Prà Catinat sta ancora a ricordarne il passaggio. Da qui, ricevuti rinforzi, con reparti provenienti dal fronte Catalano e la Gendarmeria a cavallo distaccata dall'armata del Reno, alla testa di un esercito di oltre 35.000 uomini aggira i piemontesi e scende senza trovare resistenza sulla Val di Susa, razziando e distruggendo ciò che trova sul suo percorso: prima Susa, poi Avigliana, quindi Venaria dove, per rappresaglia verso le distruzioni operate dal Duca in Delfinato e su espresso ordine di Luigi XIV, viene incendiata la splendida Reggia del Castellamonte. Stessa sorte segue il Castello di Rivoli, in cui vengono saccheggiate anche le collezioni d'arte. Infine, incuneandosi tra Torino e l'esercito imperiale ancora fermo a Pinerolo, si dirige verso Piossasco, distruggendone i castelli ed occupandone strategicamente i rilievi.
Solo a questo punto Vittorio Amedeo abbandona l'assedio e, nonostante alcuni suoi generali cerchino di dissuaderlo, decide di contrattaccare il nemico in fronte aperto. Nei piani del Duca, forse non a conoscenza della reale consistenza avversaria, la fanteria francese avrebbe dovuto essere facilmente spazzata via ed una parte del suo esercito avrebbe poi dovuto tagliare la ritirata francese in Val di Susa passando attraverso Cumiana e Giaveno, riuscendo così a annientare l'armata avversaria. Il Catinat però, già forte della superiorità numerica, si è ormai saldamente insediato allo sbocco della Val Sangone tra le alture di Piossasco, Sangano e Rivalta, dalle quali può agevolmente controllare l'avanzata dell'esercito alleato.

BATTAGLIA DELLA MARSAGLIA
L'armata di Vittorio Amedeo II di Savoia comprende milizie provenienti da tutte le regioni d'Europa: le truppe Sabaude, guidate personalmente da Eugenio di Savoia, battaglioni Imperiali provenienti dalla Spagna, dalla Lombardia e dal Regno di Napoli, la cavalleria del Ducato di Milano,le truppe Bavaresi e dei Principati tedeschi. Una presenza significativa è quella degli Ugonotti francesi e dei Valdesi che, in seguito alle persecuzioni subite dopo l'abrogazione dell'editto di Nantes, sono tra i più strenui oppositori della politica assolutista di Luigi XIV. Sul fronte avversario forte è invece forte la presenza degli irlandesi che sono tra i più prezioni alleati dei francesi. Fra il 2 e il 3 ottobre 1693, le due armate giungono a fronteggiarsi nella pianura che si estende tra il torrente Chisola ed il monte San Giorgio. All'alba di domenica 4 ottobre gli eserciti iniziano a posizionarsi su un fronte di quattro chilometri. Gli alleati si schierano disponendo verso Volvera la cavalleria piemontese;l'ala sinistra, che fronteggia Piossasco, è formata dalla cavalleria dello Stato di Milano e dagli squadroni tedeschi. Al centro, la prima linea di fanteria è formata dalle truppe germaniche a destra, affiancati ai reparti di religionari valdesi e luterani e ad alcuni squadroni di cavalleria austriaci, mentre sulla sinistra sono disposti 4 reggimenti spagnoli. In seconda linea i battaglioni piemontesi. Davanti al fronte è schierata l'artiglieria difesa da un battaglione di fucilieri. L'esercito francese avanza lentamente, sempre preceduto dall'artiglieria, giungendo a poca distanza dalle linee alleate. Alcuni reparti, sotto il continuo tiro avversario, hanno difficoltà a rispettare la consegna del Catinat di non fare fuoco sul nemico fino a che questo non è a sicura portata. Non appena giunta a contatto, tutta la prima linea francese si scaglia sugli alleati con un assalto alla baionetta. L'ala destra alleata regge a ben tre assalti, e le sorti della battaglia restano per un po’ appese ad un filo, quando giunge notizia che l'ala sinistra ha ceduto ed è in fuga, con i reparti spagnoli sopraffatti di fronte alla carica avvolgente della cavalleria francese guidata dal Vendôme. I reparti di cavalleria dello Stato di Milano si ritirano dal campo senza aver ingaggiato battaglia. Solo un reggimento spagnolo, il Tercio Lisbona, trovando protezione in un rigagnolo d'acqua, si difende strenuamente fino a venire completamente sopraffatto dai francesi. Anche i battaglioni protestanti oppongono una eroica resistenza, ma vengono anch'essi annientati. L'ala destra si vede così circondata: il Duca di Savoia ordina di ritirarsi caricando con i reparti di Dragoni per rallentare la fase dell'inseguimento ed attenuare gli effetti della sconfitta. Gli imperiali, guidati dal Principe Eugenio, riescono in questo modo a ritirarsi fino alle piazzeforti di Torino e Moncalieri senza che i francesi riescano a tagliar loro la ritirata. Sul campo rimane un gran numero di caduti:circa 1.800 per i francesi e tra gli 8.000 ed i 10.000 per gli alleati, a cui si aggiungono circa 2.000 prigionieri e la perdita di tutte le artiglierie. Il Maresciallo Catinat al termine dei combattimenti occupa il Castelletto della Marsaglia: la relazione di guerra stilata per Luigi XIV da questo luogo fisserà anche il nome con cui sarà ricordata la battaglia.

Conseguenze politiche
Nonostante la pesante sconfitta subita Vittorio Amedeo riesce però, da un punto di vista strategico e politico, a volgere la situazione a suo favore. L'armata alleata è in fuga ma non è dispersa, le piazzeforti sabaude restano ben munite e l'inverno è alle porte.
Nelle stagioni seguenti la guerra si trascina stancamente, fino all'agosto del 1696 quando il Duca abbandona la coalizione con gli Asburgo e sigla con la Francia il Trattato di Torino, con il quale, ottiene la restituzione di Nizza, della Savoia francese e di Pinerolo ed il passaggio di Casale al Duca di Mantova.

Conseguenze sulle popolazioni ed il territorio
L'area in cui si svolse la battaglia della Marsaglia fu pressoché sconvolta dagli eventi bellici: tutti i paesi della zona furono saccheggiati ed incendiati dalle truppe del Catinat, numerosi castelli e centri abitati rasi al suolo. Le violenze sono all'ordine del giorno non solo da parte dei francesi ma anche fra le truppe alleate, specie quelle germaniche. Quando più tardi si arriverà al Trattato di Torino, per convincere le milizie tedesche a rientrare entro i propri confini si dovette giungere al pagamento di ben più di trecentomila dobloni, da suddividersi tra tutti i Principi d'Italia, ed anche il Papa Innocenzo XII fu ben lieto di sborsare la sua rata per accelerare l'abbandono dell'Italia da parte delle ingombranti truppe imperiali.
Le conseguenze dirette del combattimento si faranno sentire a lungo nella zona teatro degli eventi: tutto in quei luoghi fu rovinato, le vigne bruciate, i raccolti perduti. Gli oltre 10.000 caduti di entrambe le parti restarono insepolti per circa 4 mesi, provocando l'inquinamento dell'aria e dell'acqua. I paesi vicini, esasperati dal fetore che arrivava dal campo di battaglia, chiesero aiuti per poter interrare quei corpi e tornare alle proprie case senza il timore di epidemie. Solo nel gennaio del 1694 il "magistrato di sanità" fece obbligo di seppellire i cadaveri, ed allo scopo furono arruolati volontari ed inviati alcuni battaglioni di fanteria. I terreni restarono però gerbidi ed incolti per anni, anche per il fiorire di paurose leggende legate a quegli eventi. Ai nostri giorni la “Croce Barone”, collocata nella piana al centro degli scontri, ricorda la storia di una battaglia tanto tragicamente cruenta quanto inutile.

La rievocazione
Tanti i gruppi storici che partecipano alla rievocazione della Marsaglia: oltre ai padroni di casa "Ij paisan dla Marsaja", ci sono il gruppo "Andrea Provana" di Alpignano, i Miliziani di Canelli, il gruppo "Pietro Micca" di Torino, i Dragoni rossi di Rivoli, i Popolani di Pontepietra, i conti Orsini di Rivalta, le Guardie di Venaria, gli Sbandieratori di Villastellone e tanti altri personaggi che interpreteranno la vita popolare di fine Seicento.


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DADI.COM

CONVENTION DI WARGAME

Città di Crema
(24-25 novembre 2007)

- A cura di Alberto Morera -


Il 24 ed il 25 novembre si è tenuta all’Università di Crema l’edizione 2007 di DADICOM, la più importante convention italiana di wargame, organizzata come sempre dalla rivista Dadi&Piombo.
Numerosi gli scenari, sia storici che fantasy. Sono stati premiati i tre scenari migliori, il miglior scenario fantasy (in base ai voti di tutti i gruppi partecipanti) ed un premio speciale per il miglior scenario a esagoni (offerto da Fabio Farneti, l’”amico” del wargame esagonato).
Il primo premio è stato assegnato allo scenario “Lago Peipus” dei “Quartieri d’inverno”.

La Piccola Armata ha partecipato con due scenari:

il wargame ad aree in 10 mm La Marsaglia 1693 interamente creato da Marco Greghi, che ha scritto le regole “Les guerres du Soleil” adattando al periodo della lega di Augusta il sistema Battlecry; questo scenario ha vinto il premio speciale per il miglior wargame esagonato;

lo scenario Coatit 1895 in 15 mm per il regolamento Principles of War, utilizzando le nuove miniature coloniali (abissini ed ascari) di Audehistorica; ideato da Alberto Morera, è stato un lavoro di squadra che ha coinvolto Marco Greghi ed Alberto Fascella.

Un report completo dell’evento lo troverete sul sito di Dadi&Piombo, comprese alcune gallery. Noi vi presentiamo alcune immagini, segnalando fra gli altri i tavoli “Eylau” e “Qadesh”.

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