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La Piccola Armata

bolt action settima

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SETTIMA PARTITA

 

Sì. Finalmente l’abbiamo fatta… e la rifaremo.

Una partita a Bolt Action su di un bel tavolo di 180x120 cm di territorio interamente urbano.

Grazie all’impegno del nostro socio Biagio, più qualche altro elemento scenico di altri soci, siamo riusciti ad allestire un tavolo che, nelle nostre intenzioni, doveva rappresentare il centro urbano di una città del centro Europa: palazzi d’epoca, alternati a piazze e viali alberati.

Vedete un po’ voi dalle foto, ma a noi il risultato è piaciuto (fig. 01, 02, 03, 04 e 05).

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Beh, su di un tavolo del genere abbiamo giocato uno scenario 1944; “Point Defense”, dove un plotone rinforzato nazista (potremmo chiamarli tedeschi, ma perché mentire, visto che erano quasi tutte truppe d’élite… probabilmente SS) doveva porre estrema resistenza ad un grosso plotone sovietico che, spinto dalla volontà di liberare i popoli dall’oppressore, tentava di occupare due dei tre obiettivi tenuti dai crucchi: i ruderi di un edificio distrutto (fig. 06), il retro di un palazzo medievale bombardato (fig. 17) e il terzo piano di un signorile palazzo situato circa al centro del tavolo (fig. 01).

 

Dalla parte tedesca: un sottotenente regolare, cinque piccole squadre di fanteria d’élite con fucili e LMG (fig. 07), una potente squadra di pionieri con lanciafiamme e LMG (fig. 08) e un Panzer IV regolare con obice da 75mm, che entrerà come rinforzo nel 2° turno (insieme al sottotenente e a due squadre).

Gli eroi del popolo sono numerosi: un tenente con un sottufficiale, due squadre d’élite con fucili, SMG e un panzerfaust ciascuna, una squadra di novellini a piena forza, due squadre regolari armate di sole SMG per il combattimento ravvicinato, un osservatore d’artiglieria con una radiofonista, un team mortaio da 82mm, un team lanciafiamme d’élite, un team cecchino d’élite e un T34/76 regolare.

Sono 8 unità tedesche e 11 russe, per un totale di 1000 punti a testa.

L’assalto russo e diretto e feroce, subito due squadre puntano sul palazzo centrale dove c’è il primo obiettivo, mentre gli osservatori e il cecchino sono già schierati in campo e il carro, con una squadra SMG e il lanciafiamme, iniziano una marcia sul fianco tentando di prendere l’obiettivo sulla destra russa.

 

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Arrivati al piano terra del palazzo gli eroici ragazzi del Volga sono sottoposti ad una valanga di fuoco dei pionieri nazisti che occupavano le stanze attigue: vada per i proiettili, ma quei pazzi usano il lanciafiamme all’interno dell’edificio. Raggiungono il loro scopo perché i nostri eroi, quasi tutti sterminati, rompono al test del morale (anche se ci siamo di dimenticati che i russi potevano ritentare un morale fallito), ma il palazzo prende fuoco (fig. 09). Così gli obiettivi sono ridotti a due.

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Per fortuna l’artiglieria fuori campo sovietica centra in pieno la squadra schierata nelle macerie del palazzo semidistrutto, in difesa del secondo obiettivo, e la elimina completamente (fig. 10). Il tedesco è triste ma una sua squadra di rinforzo riesce subito a rioccupare l’obiettivo (fig. 11).

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Intanto il cecchino Ivan (fig. 12 dietro la finestra del secondo piano) si sta guadagnando lo stipendio e nel corso della partita, oltre ad infliggere diversi PIN, farà fuori nell’ordine: un sergente, il lanciafiamme dei pionieri e la LMG dei pionieri. Gran bel pezzo per uno scontro urbano.

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Il carro tedesco, (fig. 13) privo della sua controparte russa che, essendo armato di cannone anticarro, è l’unico pezzo che gli farebbe paura, è libero di continuare a bersagliare con il fuoco del cannone e delle MMG la fanteria russa (fig. 14). Fanteria che, se libera di agire, punterebbe sull’obiettivo sulla sinistra. In realtà il carro tedesco spara spara… ma non fa molte vittime (fig. 15); complice però il ritardo con il quale i pivellini russi entreranno in campo (falliscono due entrate) e il riposizionamento di una squadra tedesca che tiene sotto il fuoco d’infilata la strada che conduce all’obiettivo (fig. 16), i russi non fanno molta strada. A nulla servirà il veloce “forcellamento” del tiro del mortaio che al suo secondo tentativo farà fuori la squadra asserragliata nel parco in fondo alla strada (fig. 17); ormai è troppo tardi per raggiungere l’obiettivo (fig. 18).

 

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Tutto perciò si gioca sull’obiettivo sull’altra estremità, sulla sinistra tedesca. Arrivano in due turni consecutivi: una squadra russa di SMG che, con il loro fuoco ravvicinato, quasi sterminano i difensori nazisti (fig. 19), il T34 che rischia il tutto per tutto, mancando solo più un turno, e viene incendiato da un panzerfaust piazzato in opportunità con l’ordine di Ambush (fig. 20 e 21, aveva il 33% di probabilità con un solo colpo) e infine il lanciafiamme che però, questa volta, ha fatto “tanto fumo e poco arrosto”, non eliminando nessuno ed esaurendosi dopo una sola scarica L

Fidavo ancora molto sulla mia squadra di SMG che, supportata dai resti di un’altra squadra che nella mischia precedente aveva distrutto gli odiati pionieri (ma qui ci siamo sbagliati perché non ricordavamo che se non vedi il bersaglio non puoi assaltarlo), avrebbe dovuto assaltare e distruggere definitivamente gli ultimi tre uomini a difesa dell’obiettivo; peccato però che, per colpa dei due PIN accumulati, ha dovuto testare l’esecuzione degli ordini, fallendo L (fig. 22) e permettendo l’arrivo degli aiuti tedeschi.

Il termine del gioco, con il sesto turno, da la vittoria agli aguzzini dei popoli; però i nostri ragazzi resteranno nella memoria di tutti i lavoratori (operai e contadini) degli studenti e dei piccoli borghesi, come eroi di un futuro libero e socialista.